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Ecco di cosa parleremo:

L’incertezza del progetto edilizio

La complessità del processo edilizio riguarda sia la struttura organizzativa (soggetti diversi con obiettivi specifici) sia il contesto nel quale si sviluppa (carattere ambientale, economico, tecnologia, sociale, politica…) e rispetto ad altri settori, come ad esempio quello industriale anche tecnologicamente avanzato, genera un quadro di incertezza e quindi di rischio decisamente superiore.

Nello specifico, nonostante possa essere considerato un processo che si ripete nel tempo con ovvie differenze del caso, da qualche migliaio di anni, non ha, fino ad oggi, generato uno sviluppo significativo nella solidità della struttura di base che rimane centrata sul rapporto tra committente, progettista e costruttore, rapporto non sempre collaborativo.

Un altro input sul fatto che stiamo parlando di un processo “incerto” e quindi a rischio lo percepiamo dal Codice Civile che con l’art. 1669 “rovina e difetti di cose immobili” ha di fatto introdotto l’assicurazione decennale postuma a tutela del committente su difetti o vizi dell’opera.

Vista la complessità dei fattori che determinano lo sviluppo del processo edilizio e di tutte le componenti che generano incertezza nei progetti, con questo scritto vogliamo cercare di dare una risposta al quesito:

 

Può il BIM (Building Information Modeling) essere da supporto per la gestione dei Rischi legati a quelli che vengono definiti obiettivi essenziali all’interno del ciclo di vita dell’intero processo edilizio?

 

Il concetto di incertezza rispetto al raggiungimento degli obiettivi nel processo edilizio molto spesso viene rapportata a due dei tre “Obiettivi Essenziali” ovvero i TEMPI  e i COSTI.
Questi due indicatori, considerati probabilmente in maniera non corretta, i principali responsabili della reale efficienza dell’intero processo, devono essere implementati dal terzo “Obiettivo Essenziale”: la QUALITÀ!

Senza addentrarci troppo nei concetti legati al “triplice vincolo” una considerazione importante sul significato di qualità è la sua proprietà intrinseca di difficile misurabilità, di interpretazione, di complessa valutazione per la mancanza di unità visibili come tempo e denaro.
Tutti questi elementi ci rivelano, ancora una volta, il senso di incertezza.

 

Risulta quindi fondamentale definire fin dall’inizio gli obiettivi primari del progetto attraverso un documento di lavoro “BRIEF” o “documento di avvio” o “Documento Preliminare alla progettazione” che come riportato dalla norma ISO 9699:1994 “è un documento che specifica nel tempo le esigenze, gli obiettivi e le risorse della committenza e dell’utenza, il contesto dell’intervento e gli appropriati requisiti di progetto…”.

Il Processo Edilizio inteso come serie articolata di fasi sequenziali tra loro, ha lo scopo di soddisfare le esigenze della committenza per mezzo di gruppi di processi riconducibili a programmazione, progettazione, produzione, costruzione, gestione del bene edilizio.

La scomposizione di queste macro-fasi in processi, in primo luogo aiuta ad individuare le caratteristiche di incertezza di ogni sottoprocesso associato agli obiettivi influenzati da fattori di rischio, in secondo luogo permette di assegnare responsabilità, ruoli ed individuare regole e normative più facilmente gestibili e riconoscibili; infine permette di avere sempre sotto controllo piccoli orizzonti temporali considerando l’elevata criticità sul lungo periodo dell’intero processo.

La variabile TEMPO, intesa solitamente dalla fase di programmazione alla fase di dismissione dell’insediamento, può durare pochi mesi in casi di installazioni temporanee ma nella maggior parte dei casi ha tempi molto più lunghi.

Il confronto del processo edilizio con un orizzonte temporale così ampio comporta normalmente un incremento dell’incertezza con variazioni anche su fattori chiave del processo stesso, basti pensare a quadri normativi, a situazione politiche, ad aspetti finanziari, aspetti ambientali…

Il Progetto Edilizio e tutte le sue fasi, visti i diversi fattori di incertezza che racchiudono, necessitano di una gestione dei rischi accurata con l’obiettivo di aumentare le probabilità e l’impatto positivi e ridurre la probabilità e l’impatto negativi sui risultati di progetto.
Il processo di gestione dei rischi, che possono essere opportunità (positivi) o minacce (negativi), prevede tre step:

    1. identificazione del rischio
    2. analisi del rischio
    3. risposta al rischio

L’identificazione dei rischi porta alla stesura del registro dei rischi, documento in cui vengono registrati i risultati dell’analisi dei rischi e la pianificazione delle risposte; nello specifico può contenere, tra gli altri, l’Evento, la Probabilità, l’Impatto, la Priorità, le Azioni di risposta, La Probabilità Residua, l’Impatto Residuo e la Priorità Residua.

Il processo di analisi del rischio come riportato nella Guida al PMBOK®, si divide in due processi una analisi qualitativa ed una analisi quantitativa, nello specifico il primo produce una matrice Probabilità-Impatto che definisce le priorità dei rischi legata ad eventi assegnando una valutazione numerica alle singole attività, il secondo analizza i rischi solitamente con priorità più alta risultando oggettiva con misurazioni probabilistiche su tempi e costi nella valutazione globale del rischio di progetto.

Il terzo step consiste nel pianificare la risposta ai rischi attraverso azioni o scelte atte a potenziare le opportunità e ridurre le minacce agli obiettivi di progetto partendo dall’individuazione dei segnali, sintomi per procedere con le misure adottate.

Il BIM come supporto alla gestione dei rischi nel processo edilizio

Oggi, la tecnologia ha messo a disposizione dei progettisti e di tutti gli operatori del settore numerosi e sempre più sofisticati metodi e strumenti di supporto alla progettazione, alla simulazione, alla gestione dei processi, al monitoraggio e all’organizzazione dei metodi di lavoro a volte senza una preparazione globale che possa allineare la capacità del progetto di soddisfare le esigenze che lo hanno generato.

Si parla di BIM come dello strumento cardine attorno a cui ruota il mondo delle costruzioni senza il quale, ormai, non ha una logica iniziare un percorso progettuale.
Questo è in parte vero se il BIM viene interpretato nel modo corretto, ovvero come strumento di supporto alla progettazione, esecuzione, monitoraggio e controllo, non come semplice raccoglitore di dati tridimensionali, modellatore digitale o mezzo informatizzato di collaborazione.

Nella Gestione dei Rischi del Processo Edilizio Il BIM per noi ha avuto un ruolo chiave, come in molti altri processi, ci ha permesso di sviluppare strategie e metodi finalizzati all’analisi e prevenzione, progetto per progetto, di misure necessarie a ridurre gli insuccessi, i relativi costi, potenziando l’efficienza.

Ripartendo dal concetto di incertezza la prima domanda che ci poniamo è:
Può il BIM ridurre l’incertezza di eventi legati alle variabili TEMPO e COSTI?
Le variabili costi e tempi, insieme all’elemento qualità, ci danno il peso dell’efficienza del processo edilizio legato agli obiettivi essenziali.

Il BIM, identifica con l’acronimo 4D e 5D quelle che sono le dimensioni temporali ed economiche riferite al modello visualizzando una sequenza di attività su di una linea temporale di sviluppo del progetto.
Attraverso la lista delle lavorazioni ottenute dal modello informatizzato a cui sono state assegnate priorità, sequenza di esecuzione, stima delle risorse, stima della durata e costi, si ha la possibilità di identificare al meglio quelle che possono essere le attività soggette agli impatti di determinati eventi, individuando quando potrebbero verificarsi (data) e soprattutto con quali conseguenze per il progetto (termini economici e temporali).

 

Lo strumento BIM, con il modello informatizzato collegato ai software di gestione costi (5D) e gestione tempi (4D), permette di identificare con maggior precisione le attività a rischio ma soprattutto risulta fondamentale per simulare le risposte a determinati eventi dandoci in tempo praticamente reale le misure temporali ed economiche di una determinata mitigazione al rischio, essenziali per pianificare correttamente la curva di budget ed il diagramma di Gantt.

Al momento stiamo parlando esclusivamente della fase di pianificazione, già questo ci proietta sulle possibilità che questo strumento offre per le fasi di esecuzione o di monitoraggio e controllo senza dimenticare le modifiche che potrebbero esserci in corso d’opera; abbiamo sicuramente l’opportunità di effettuare un riesame e quindi un nuovo processo di identificazione dei rischi consapevoli di avere tutte le informazioni che ci servono.

Quindi tornando alla domanda iniziale possiamo affermare che il BIM non azzera le incertezze temporali od economiche di un progetto ma si rivela indispensabile per una pianificazione più precisa di queste due variabili offrendo un apporto rilevante nella gestione dei rischi.

Può il BIM mitigare i rischi legati alla qualità nel processo edilizio?
Il fattore qualità, all’interno di un progetto, ha una rilevanza molto importante esattamente come la difficoltà di darne una definizione scientifica. Cosa ci porta a dire che un prodotto è di qualità? Possiamo definire la qualità come la misura di soddisfazione delle aspettative rapportate al prodotto/servizio, ovvero il grado di un progetto di raggiungere i suoi obiettivi.

Nel processo edilizio il concetto di qualità, è legato profondamente al documento preliminare alla progettazione che tra gli altri comprende le definizioni di funzioni, esigenze, obiettivi, requisiti, criteri di accettazione, risorse disponibili, contesto operativo e ancora, vincoli, requisiti tecnici, regole e normative, impatti dell’opera sulle componenti ambientali, ecc. tutti elementi che presuppongono aspettative da parte dei diversi stakeholder coinvolti.
Ognuno di questi parametri nasconde fattori di incertezza che potrebbero compromettere la riuscita del progetto, risulta quindi determinante che la redazione del documento sia adeguata alla consapevolezza del suo ruolo in relazione alla gestione dei rischi, affinché il documento stesso possa essere utilizzato come guida e riferimento per l’identificazione dei fattori di rischio.

Il BIM, in questo contesto, può aver un ruolo molto importante poiché oltre a fornire informazioni e dati in tempo reale, permette di eseguire le simulazioni necessarie a verificare le risposte ai rischi identificati, concentrando l’attenzione sulla mitigazione della probabilità di accadimento di un evento con conseguente miglioramento dei benefici attesi tra gli altri: meno ri-lavorazioni, più produttività, minori costi, migliore efficienza della comunicazione, tempi di approvazione più rapidi, rispetto dei vincoli, clash detection,…

Riprendendo la domanda iniziale, si può affermare che il BIM è sicuramente di grande supporto per garantire la qualità all’interno del processo edilizio; risulta uno strumento indispensabile per identificare, analizzare e pianificare le risposte ai rischi di questo vincolo nella fase di “progettazione” e nel migliorare l’efficienza dell’approccio al rischio nel corso del ciclo di vita del progetto durante la fase di controllo con processi di implementazione, tracciatura, monitoraggio e nuova identificazione.

È molto importante ricordare che la qualità è un fattore con più aspettative in combinazione con parametri differenti da processo a processo e da stakeholder a stakeholder, quindi è essenziale valutare e gestire i rischi a lei legati nelle singole componenti ma è obbligatorio un approccio di gestione dei rischi che vada a concentrare l’attenzione sugli obiettivi finali del processo edilizio vero deliverable di progetto che deve trovare l’approvazione e la soddisfazione conclusiva dei clienti.

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